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giovedì 22 maggio 2014

Alle europpee "VOTA DUE DONNE"





ELEZIONI EUROPEE 25 maggio 2014
dalle ore 7,00 alle ore 23,00

PUOI ESPRIMERE FINO A 3 PREFERENZE SCRIVENDO IL COGNOME DEL CANDIDATO
la terza preferenza non è valida se tutti e tre i candidati sono delle stesso genere
(l’elettore può esprimere fino a un massimo di tre preferenze per candidati della stessa lista
votata, nel caso in cui vengano espresse tre preferenze per candidati dello stesso genere, la
terza deve essere annullata in sede di scrutinio.
Lo chiarisce una circolare del direttore centrale dei Servizi elettorali del ministero dell'Interno
(la n.23/2014 del 5 maggio). Nel documento si precisa anche che, nel caso in cui l'elettore
esprima solo due preferenze, queste potranno legittimamente essere a favore di candidati
dello stesso genere.
)
Categoria: 25maggio2014

giovedì 15 maggio 2014

Il Comitato Senonoraquando? di Pordenone aderisce all’appello #bringbackourgirls












Il Comitato Senonoraquando? di Pordenone aderisce all’appello #bringbackourgirls: non si può rimanere indifferenti a quello che sta succedendo in Nigeria, non si può rimanere indifferenti a quei volti sofferenti di ragazze che si chiamano Blessing, Deborah,Abari, Hadwa…che stanno subendo una violenza inaudita: rapite, umiliate, spaventate, costrette ad indossare il velo islamico e ad convertirsi ad una altra fede religiosa.
Non è però solo una questione di integralismi religiosi.
Boko Haram, è una sigla che significa «l’educazione occidentale è peccato», e quindi la lotta per il potere di questo gruppo integralista passa proprio attraverso la demonizzazione dell’educazione, specialmente quella delle donne.
Aderiamo a questa campagna, ma con la consapevolezza che ci sono, in tante, troppe parti del mondo,
altre Blessing, Deborah, Abari, Hadwa a cui è impedito, anche con la violenza di studiare, perchè il potere sa che il controllo delle donne passa principalmente dalla negazione dell’educazione e della cultura.
Aderiamo quindi all’appello #bringbackaourgirls, ma chiediamo anche ai governi e alle istituzioni internazionali che venga data la priorità assoluta a promuovere un’istruzione il più possibile libera e aperta a tutte le nuove generazione di questo pianeta.
Un libro è l’arma più potente e meno violenta che noi possiamo utilizzare!

venerdì 11 aprile 2014

ELEZIONI EUROPEE, LETTERA AI PARTITI



Comitato  di Pordenone



ELEZIONI EUROPEE, LETTERA AI PARTITI

Nella delegazione italiana presente oggi al Parlamento europeo  le deputate sono appena il 21 per cento, un dato che contribuisce a far scendere al 31 per cento la presenza totale delle donne .
Percentuali lontani dalla parità che dimostrano quanto sia urgente un riequilibrio di genere anche del Parlamento Europeo. In un momento così difficile non si possono scrivere le politiche sociali ed economiche che coinvolgono milioni di persone,  senza le competenze delle donne. I generi devono essere rappresentati in modo paritario. Serve un segnale di rinnovamento.
Per questo   Senonoraquando?  - Pordenone,  chiede a  tutti i partiti impegnati nella formazione delle liste per le europee di  rispettare l’alternanza di genere e di sostenere in egual misura gli uomini e le donne che saranno scelti per questo importante appuntamento elettorale. Non chiediamo posti  per le donne ma semplicemente, che siano equamente rappresentati i due generi nel rispetto del merito e delle competenze  e di sostenerle nella competizione elettorale attraverso azioni positive, strumenti e risorse, per garantire le stesse possibilità di comunicazione.
Se non è paritaria non è  democrazia.  Per questo   prima del voto  inviteremo tutte le donne a valutare attentamente le liste  e a votare quei partiti che sono stati attenti alle norme di democrazia paritaria nella loro composizione.
Le Deputate  di tutti i partiti, nel corso dell’approvazione della modifica delle legge elettorale, hanno dimostrato l’importanza  della battaglia  trasversale per  una maggiore parità nella rappresentanza politica.
Siamo soddisfatte che  sia passata, nei giorni scorsi alla Camera,  la norma transitoria,  che nel caso in cui le preferenze espresse siano  tre  esse dovranno riguardare candidati di genere diverso, pena l'annullamento della terza preferenza.http://aspettarestanca.wordpress.com/2014/04/09/elezioni-europee-si-alle-norme-di-garanzia/


SE NON ORA QUANDO - Pordenone

domenica 9 marzo 2014

sabato 8 marzo 2014 Se migliora la vita delle donne migliora la vita del Paese. Se non ora quando? lo ripete al nuovo governo

 
Abbiamo considerato un primo passo verso una democrazia migliore la nomina di otto ministre, ma ci chiediamo che fine abbia fatto poi la parità di genere nella scelta dei sottosegretari. E' tempo di  passare dai numeri alle politiche, che non sono neutre. Il verso va cambiato in profondità.
La battaglia per la parità di genere non deve essere affidata alla “buona volontà” o  alle convenienze contingenti; si sostanzia di politiche nuove.
Nonostante le politiche degli ultimi anni, “silenziose” se non addirittura ostili,  le donne sono andate avanti in forte solitudine, cercando di tenere insieme i piani di una vita da funambole: lavoro, figli, cura. Ma ora chiedono che i loro bisogni reali, la loro vita materiale siano riconosciuti cosi come la loro forza,  i loro talenti e le loro competenze e professionalità.

Molte le  priorità  che chiediamo al neonato governo di mettere al centro della sua azione:
• Occupazione delle donne:              
tutti gli studi affermano che sul mercato del lavoro è necessario “sommare due donne per fare un uomo”  perché ancora oggi le retribuzioni femminili sono più basse; le donne fanno più fatica ad entrare nel mercato del lavoro e a rimanerci, a fare carriera, a raggiungere posizioni apicali.
• Precarietà:
Sta diventando per le donne l’unica dimensione di attività sul mercato del lavoro. Attuare politiche per il lavoro delle donne significa non solo ridurre la precarietà ma innalzare il benessere collettivo; le politiche di risanamento della finanza pubblica hanno finora pesato soprattutto sulle donne e sulle fasce più povere.
• Dimissioni in bianco: 
La precarietà che ottunde l'orizzonte esistenziale di milioni di giovani si abbatte con una specificità tutta particolare sulle donne: su di loro pesa  l'incivile minaccia di perdere il posto di lavoro se decidono di diventare madri. Chiediamo una legge sulle cosiddette dimissioni in bianco.
• Welfare:
La rete dei servizi, unica garanzia per le donne (su cui ancora oggi grava il peso delle famiglie) di poter condurre un ritmo di vita umana, è oggi in Italia sempre più povera, sempre più carente.
Sulle spalle delle donne ricade tutto il peso della cura della famiglia, dei figli piccoli, degli anziani, dei malati. Molte giovani madri devono scegliere tra la realizzazione di se attraverso il lavoro o la realizzazione del proprio desiderio di maternità.
Molte donne devono votare la propria intera esistenza al lavoro di cura della famiglia e degli anziani . Chiediamo risorse e miglioramento per la rete dei servizi.
• Tutela della maternità:
deve essere  estesa a tutte le donne. Un Paese che guarda al futuro deve trovare le  risorse per corrispondere un assegno di maternità universale, a carico della fiscalità generale,  a tutte le nuove madri.
• Condivisione:            
 la strada dei congedi parentali è stata percorsa per un tratto troppo breve. Chiediamo che si vada molto più avanti . Per superare gli stereotipi di genere  il mondo del lavoro va ripensato oltre i ruoli tradizionali dei due sessi.
• Violenza di genere:
Il contrasto della violenza sulle donne non si può fermare alle misure di pubblica sicurezza: occorre finanziare i piani esistenti e agire sulle radici. Significa operare concretamente  per riconoscere e raccontare la forza delle donne prima di tutto nella scuola: l'educazione, su cui si spendono molte parole, deve essere davvero al centro di un progetto di risanamento del Paese; i programmi scolastici non possono continuare a descrivere un mondo creato e gestito da uomini, in cui le donne stanno a guardare. Pretendiamo che trovino cittadinanza nella scuola italiana le poetesse, le storiche, le scienziate, le filosofe che hanno fatto la storia di ieri e di oggi così che le ragazze possano specchiarsi in loro, e i ragazzi arricchirsi e non avere paura, attraverso la conoscenza della differenza. La cultura di genere deve partire dalla scuola
• Piena applicazione della legge 194:
Nata per garantire la tutela della maternità, e ai diritti alla salute e all'autodeterminazione, da anni questa legge è vuotata del suo contenuto attraverso un uso improprio dell'obiezione di coscienza [e fortunatamente questo ha condotto oggi a un richiamo europeo], che da atto individuale è diventato fenomeno di massa. Per noi è inaccettabile che la parola "vita" venga contrapposta alla maternità consapevole e responsabile che è una delle più serie difese della vita. Rivendichiamo con forza il diritto all’autodeterminazione intesa come libertà,  possibilità, affermazione di piena cittadinanza. Nella libertà, il riconoscimento verso la madre che ci ha partorito è una radice di senso per tutti, uomini e donne. Anche per questo è tempo che in Italia si possa trasmettere alle figlie e ai figli il cognomedella madre.
• Impatto di genere di tutte le proposte di legge:
Chiediamo a questo Governo e a questo Parlamento di verificare sempre, attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro composto da esperte, l’impatto di genere di tutte le proposte di legge e dei  provvedimenti di tutti i Ministeri. Chiediamo di rendere tali verifiche trasparenti.  Le conseguenze delle scelte politiche non sono uguali per tutti i cittadini, perché le donne e gli uomini sono diversi. Lo chiediamo a partire dalla nuova legge elettorale che deve garantire i principi democratici contenuti nella nostra Carta Costituzionale, con l'alternanza donna-uomo nelle candidature e pari-capilista, e per la quale vogliamo un voto palese in Parlamento.
Perché lo ribadiamo: senza le donne il Paese non potrà MAI uscire dalla crisi e crescere.    
E torniamo a chiedere: se non ora, quando?


mercoledì 5 febbraio 2014

Legge elettorale: Se non ora quando,voto palese o passo indietro Appello alle parlamentari di tutte le forze politiche



Se Non Ora Quando?  chiede alle parlamentari di tutti i partiti di lavorare per ottenere il voto palese sull’emendamento che riguarda l’alternanza uomo donna nelle liste elettorali e il 50% di donne capilista. E’ chiaro che così com’è concepita ora la nuova legge elettorale non può garantire la presenza paritaria delle donne, e rischia di segnare un pericoloso passo indietro. E’ chiaro a tutte e a tutti che con il voto segreto l’emendamento non passerà. Non facciamoci confondere dagli insulti spesso a fondo sessista che in questi giorni occupano la scena, c’è da fare un’azione politica a mente lucida. Un Parlamento con 30% di donne la può fare e la deve fare. Lavorare trasversalmente per ottenere il voto palese sull’emendamento sulla democrazia paritaria è una buona azione politica, perché se si vincerà il paese guadagnerà un governo equilibrato, se si perderà tutto sarà più chiaro: chi è con noi, chi è contro di noi, e nella verità ci si muoverà meglio per il futuro. Quindi si vincerà comunque. E’ una partita importante per tutte e per tutti. Vogliamo un Paese migliore di quello che abbiamo, noi crediamo che uomini e donne veramente insieme, e non al seguito le une degli altri, lo possano migliorare. Diversamente  sarebbe fatale per tutte.
SE NON ORA QUANDO ? 


L.elettorale: Se non ora quando,voto palese o passo indietro
Appello alle parlamentari di tutte le forze politiche


(ANSA) - ROMA, 5 FEB - "Se Non Ora Quando" chiede alle
parlamentari di tutti i partiti di lavorare per ottenere il voto
palese sull'emendamento che riguarda l'alternanza uomo-donna
nelle liste elettorali e il 50% di donne capilista.
"E' chiaro - scrivono in una nota le donne di Snoq - che cosi'
com'e' concepita ora la nuova legge elettorale non puo' garantire
la presenza paritaria delle donne e rischia di segnare un
pericoloso passo indietro. E' chiaro a tutte e a tutti che con
il voto segreto l'emendamento non passera'. Non facciamoci
confondere dagli insulti spesso a fondo sessista che in questi
giorni occupano la scena, c'e' da fare un'azione politica a mente
lucida e un Parlamento con il 30% di donne la puo' fare e la deve
fare".
"Lavorare trasversalmente per ottenere il voto palese
sull'emendamento sulla democrazia paritaria e' una buona azione
politica - prosegue Snoq - perche' se si vincera' il paese
guadagnera' un governo equilibrato, se si perdera' tutto sara' piu'
chiaro: chi e' con noi, chi e' contro di noi, e nella verita' ci si
muovera' meglio per il futuro. Quindi si vincera' comunque. E' una
partita importante per tutte e per tutti". "Vogliamo un Paese
migliore di quello che abbiamo, noi crediamo che uomini e donne
veramente insieme, e non al seguito le une degli altri, lo
possano migliorare. Diversamente sarebbe fatale per tutte"
concludono. (ANSA).

AB
05-FEB-14 18:56 

martedì 28 gennaio 2014

Petizione per la democrazia paritaria

Carissime per quanto riguarda la proposta per una nuova legge elettorale, noi non siamo disposte a tollerare che si prendano in giro le donne o che la democrazia paritaria sia meno importante di altri temi. Ci sentiamo tutte impegnate a far girare e a raccogliere firme per la petizione.
  

Un saluto da Se Non ora Quando? Pordenone