mercoledì 30 maggio 2012

Marco Doria, sindaco Sei donne su undici, sette assessori sono tecnici e solo quattro politici

Doria presenta la nuova giunta
"Ho scelto in autonomia"

Il sindaco legge i nomi e le deleghe assegnate alla nuova squadra: sette assessori sono tecnici e solo quattro politici. "Ho dialogato con tutti, società civile e partiti. Non ho avuto imposizioni da nessuno e non le avrei neanche acettate", ha detto il sindaco. "Ho scelto in solitudine e me ne assumo tutte le responsabilità"

di NADIA CAMPINI
Sei donne su undici, sette assessori sono tecnici e solo quattro politici (tre del PD, uno di SEL): il nuovo sindaco Marco Doria ha stravolto tutte le aspettative e, come aveva promesso, ha fatto una giunta nuova, molto diversa da quello che tanti si aspettavano.

martedì 29 maggio 2012

Snoq Udine: “Le donne vogliono un mondo migliore” conferenza-spettacolo del 29 maggio

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine e il Comitato Se Non Ora Quando? di Udine hanno organizzato il 29 maggio 2012 una conferenza – spettacolo  dal titolo LE DONNE VOGLIONO UN MONDO MIGLIORE  su due problematiche femminili di forte attualità: la rappresentanza femminile nelle Istituzioni e  sul Femminicidio.
Le relatrici, Antonella Anselmo, avvocata, Antonella Crescenzi, economista (cofondatrici del Movimento Se Non Ora Quando? Nazionale) e Ariella Verrocchio, storica, coordinate con perizia dall’ avvocata Andreina Baruffini, hanno presentato magistralmente  l’attuale difficile situazione delle donne, incrociando dati e valutazioni, provenienti dalle tre diverse aree disciplinari.
La convergenza dei punti di vista è stata totale: in particolare tutte le studiose si sono trovate d’accordo nel dire che un maggior ingresso delle donne nella vita politica e lavorativa significa innalzare il PIL, creare nuovi posti di lavoro, fondare un welfare funzionale alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, offrire competenze ed esperienze legate ai saperi e alle modalità  concrete delle donne, che hanno ormai raggiunto risultati di sicura eccellenza negli studi. Significa altresì sottrarle alla marginalizzazione, a cui sono più esposte, in  momenti di profonda crisi del sistema non solo italiano, ma anche europeo e mondiale e – dato fortemente correlato –  alla violenza da parte degli uomini a cui sono più affettivamente legate.
E’ stato rivolto anche un forte appello agli uomini perché escano dalla complicità con chi perpetra la violenza, si impegnino in prima persona a  collaborare con il Movimento, uniscano  le forze per creare un nuovo paradigma culturale condiviso tra i due generi, che porti al superamento dell’attuale modello culturale patriarcale. Modello, ancora fortemente radicato nella nostra società, che penalizza pesantemente le donne nel lavoro di cura ai figli, mariti/compagni e ai sempre più numerosi anziani della famiglia.
L’emozionante  spettacolo Libere di Cristina Comencini, incentrato su un dialogo tra  donne di due generazioni, interpretato dalle intense attrici Anna Carabetta e Maria Marino, ha concluso la serata. E il pubblico ha risposto con calore alla serata.
Il messaggio lanciato a tutte le presenti in sala è di riprendere il lavoro di rete,  di quella rete interrottasi negli anni ’80-’90, che ha consentito di acquisire le fondamentali conquiste degli anni ’60-’70 (divorzio, aborto, diritto di famiglia, statuto dei lavoratori/trici, ecc.)
L’evento, ospitato nel Teatro Palamostre  di Udine, grazie al sostegno della Conferenza delle Donne del Partito Democratico e del Coordinamento delle Donne dell’Italia dei Valori, è stato patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità Regionale e dall’Ufficio Scolastico Regionale.
Per  il ricco rinfresco è d’obbligo ringraziare l’Osteria Il Portonat di San Daniele, la Frascje dai Spadons del ristoro Masarotti di Pradamano e le numerose simpatizzanti del Movimento per il sostegno gastronomico profuso.

Se Non Ora Quando Udine

EVENTO E SPETTACOLO A UDINE MARTEDI' 29 MAGGIO H. 18 AL PALAMOSTRE

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine e il Comitato Se Non Ora Quando? di Udine organizzano una serata su due problematiche femminili di forte attualità: la rappresentanza femminile nelle Istituzioni e il Femminicidio.




L’evento, che si svolgerà Martedì 29 maggio 2012 presso il teatro Palamostre di Udine (P.le Diacono) – prevede due momenti così scanditi:
ore 18.00 conversazione/dibattito sulla rappresentanza a pieno titolo delle donne nelle Istituzioni e una riflessione su come contrastare il fenomeno scandaloso dei femminicidi. Interverranno: la giurista Antonella ANSELMO, l’economista Antonella CRESCENZI (Comitato ” Se Non Ora Quando?” nazionale) e la storica Ariella VERROCCHIO.
ore 20.00 Buffet
ore 20.45 Spettacolo teatrale LIBERE di Cristina Comencini con le attrici Anna CARABETTA e Maria MARINO. Vi invitiamo a partecipare numerose ed estendere l’invito a tutti coloro che ritenete interessati.
Per chi lo desiderasse è possibile segnalare la propria partecipazione su facebook:

Violenza sulle donne problema degli uomini


di Mariella Gramaglia da La Stampa, 29 maggio 2012
Alla larga dell’esotismo. Il bel viso incorniciato dal bordo del sari della giovane Kaur Balwinde non autorizzi nessuna fuga nell’illusione di costumi e crudeltà lontane. E’ vero che il marito, recentemente immigrato dall’India, l’ha strangolata e gettata nel Po mentre era incinta di tre mesi. E’ vero che la donna lascia un’altra creatura di cinque anni senza parenti e senza protezione. E’ vero, infine, che il suo corpo è stato ritrovato nel fiume dopo quindici giorni da un pescatore romeno, come in un poliziesco sgangherato che narra storie di marginali.
Ma nelle stesse ore a Salerno un italianissimo signore di 57 anni colpiva la moglie, che non si decideva a concedergli la separazione, con lesioni gravissime, lanciandole in faccia una bottiglia di acido muriatico. Come succede in Pakistan, in Bangladesh e nel nostro inferno quotidiano.
C’è uno strato roccioso, buio, sotterraneo, nei rapporti fra uomini e donne, soprattutto fra quelli che si frequentano, si uniscono e dovrebbero amarsi, che si chiama violenza e che, nella quasi totalità dei drammi, conosce una sola direzione: da lui a lei. Nel settanta per cento dei casi – ci informano le statistiche – se una donna viene assassinata, il suo aguzzino le era vicino e, nel suo delirio, non di rado riteneva di essere pazzo di lei. E’ così dove forme di diritto legate al fondamentalismo religioso autorizzano al possesso, è così nel nostro rancoroso Paese che sembra voler metter piombo nelle ali delle donne che cercano la loro strada, è così persino in Norvegia, dove l’allarmato ministro della Giustizia anima, insieme all’ex premier spagnolo José Luis Zapatero, una commissione dell’Onu contro la violenza sulle donne. Sembra che il femminicidio – così molte femministe chiedono di chiamarlo, in analogia con il genocidio, per marcarne la potenza distruttiva – abbia una sua cupa autonomia rispetto ad altre forme di libertà o illibertà femminile.
«Se non ora quando», nel giorno del cinquantaquattresimo femminicidio italiano del 2012, il 27 aprile scorso, ha chiesto ai cittadini e alle cittadine del nostro Paese di considerare la questione un’emergenza di primo piano e alla stampa e agli opinion leaders di non sottovalutare il fenomeno, di non esserne più complici involontari.
La storia ci ha insegnato che l’odio per gli ebrei è un problema degli antisemiti e ci ha imposto di guardare dentro di noi. Ora può insegnare che la violenza sulle donne è un problema degli uomini.
Sono migliaia quelli che hanno aderito all’appello: sindaci di grandi città, beniamini del pubblico, intellettuali. Ne cito a caso alcuni: Giuliano Pisapia, Piero Fassino, Roberto Saviano, Luciano Ligabue, Ernesto Galli della Loggia, Marino Sinibaldi. Perché non vanno oltre un piccolo gesto encomiabile, ma anche facile da riporre tra le pieghe della vita quotidiana? Perché non si prendono cura di se stessi e dei loro simili, così inconsapevoli nel tracciare i confini tra l’odio e l’amore? Se organizzassero occasioni ed eventi per ridare ai sentimenti maschili i giusti nomi e i giusti aggettivi, quelli che non graffiano la carne altrui, credo che alle donne non dispiacerebbe osservarli al lavoro.

venerdì 25 maggio 2012

riunione condivisa per mercoledì 30 maggio h. 17.30 presso la cgil di Pn per discutere su quali iniziative proporre in merito agli argomenti del comunicato stampa


COMUNICATO STAMPA

         Nel mese di marzo un gruppo di donne appartenenti a sigle sindacali, partiti politici ed associazioni provinciali avevano promosso una modalità tutta nuova di ricordare la ricorrenza dell'8marzo: meno mimose  e maggiore impegno.

         L'argomento in questo caso riguardava il tema delle dimissioni in bianco, un fenomeno che tocca anche il nostro territorio e che colpisce in modo particolare giovani donne, costrette a firmare, congiuntamente al contratto di assunzione, anche una lettera di dimissioni senza data, una sorta di cambiale in bianco che mette al riparo alcune aziende da possibili assenze prevalentemente legate alla maternità.

         La petizione in pochi giorni aveva avuto in provincia il sostegno di più di 1200 firme ed era stata inviata al Ministro Fornero, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Capigruppo di entrambi i rami del Parlamento.

         Oggi apprendiamo che il testo è stato annunciato all'Assemblea della Camera dei Deputati ed è stata assegnato, per la discussione, alla XI Commissione  lavoro.

         Adesso assume grande importanza che su questo tema ,che è stato per alcune settimane al centro della cronaca nazionale e locale,  non scenda il silenzio.

L'argomento è stato affrontato all'interno del DDL sul mercato del lavoro, ma il suo contenuto non ci soddisfa.
 
         Solleva, infatti, molti dubbi la capacità del testo stesso di combattere l'abuso di potere legato alla pratica di far firmare una lettera di finte dimissioni volontarie al momento dell'assunzione. E fa rimpiangere la semplicità e l'efficacia della Legge 188/ 2007 abrogata dal governo Berlusconi nel giuno 2008, dopo una breve esistenza.
Suscita, inoltre, perplessità il tentativo,peraltro pasticciato, di derubricare l'abuso delle firme estorte in reato aministrativo.

         Questo è certamente un articolo del disegno di legge sul mercato del lavoro che va modificato.

         L'attenzione  alla condizione femminile nel nostro Paese è, pertanto, lungi dal trovare soluzione o comunque la necessaria attenzione.

         Ne abbiamo avuto conferma con le ultime elezioni amministrative  che hanno visto nella nostra provincia un arretramento della rappresentanza femminile.

         Nei comuni dove si sono rinnovati i Consigli comunali si è passati da 21 consigliere a 19, con un unico segnale positivo rappresentato dall'elezione di una donna a sindaco a Casarsa della Delizia.
 
         In una provincia quale quella di Pordenone dove la percentuale delle consigliere comunali arrivava a poco meno del 17,8%  e  di quelle provinciali al 4% ,questo risultato dovrebbe suonare come un campanello di allarme  e chiamare ad una maggiore coerenza la classe politica locale fra il dire e il fare.

         Speriamo si faccia molto meglio nella scelta dei componenti le singole giunte. 


Pordenone 23 maggio 2012

Il Comitato prov.le
a sostegno della L. 188/2007