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Sabato 16 Giugno 2012, dal Gazzettino
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L'addio dell'assessore comunale Chiara Mio e la corsa alla sua
doppia poltrona ha scatenato il putiferio nel mondo politico, superando però
di molto le previsioni. Una dichiarazione del sindaco Claudio Pedrotti ha
infatti mandato su tutte le furie il comitato «Se non ora quando» di
Pordenone, offeso dalla battuta sulle «donne panda». La frase incriminata non lascia spazio ai dubbi:
«Non è necessario che sia una donna». «Il sindaco non pone condizioni nemmeno
di genere» taglia corto la responsabile Sonia Sfreddo. E ancora: «Non
dobbiamo tutelare i panda, come per dire - continua la Sfreddo - che non sarà
il genere il criterio che farà la differenza. L'importante è che sia una
persona in grado di occuparsi del bilancio». Il comitato rinvia al mittente
l'insinuazione di incompetenza tutelata che il concetto esprime, ritenendo
che chi amministra i beni pubblici dovrebbe conoscere e avere a disposizione
le risorse umane migliori. «Se questo non accade non può che essere per una
carenza di chi oggi detiene responsabilità pubbliche (partiti, governanti,
pubblici amministratori) che non vanno a cercare veramente le competenze o,
peggio ancora, forniscono un'immagine dei meccanismi di potere che allontana
dalla partecipazione i cittadini e le cittadine migliori. Ricordiamo al
sindaco Pedrotti che i dati statistici della Banca d'Italia e dell'Istat
affermano che le donne si laureano meglio e in più breve tempo rispetto agli
uomini. Nelle amministrazioni di varie importanti città italiane dove operano
le donne si ha un incremento delle competenze complessive
dell'amministrazione in forza di una maggiore sensibilità sociale oltre che
per una capacità di saper far quadrare i conti, fare scelte sulle priorità,
fare squadra». Alle ragazze di «Se non ora quando» le frasi non vanno
proprio giù: «Pedrotti non considera che già da tempo le donne della città
sono in attesa del bilancio di genere cui egregiamente potrebbe lavorare una
donna».
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lunedì 18 giugno 2012
Assessorato, le donne bacchettano il sindaco
giovedì 14 giugno 2012
Comunicato stampa di Senonoraquando di Pordenone
In merito a quanto espresso nell’articolo pubblicato
dal Messaggero Veneto, del 13 giugno scorso, sulla questione assessorati
all’Istruzione e al Bilancio nel Comune di Pordenone che in piccola parte,
riportiamo:
..“Non è necessario che sia una donna”. Il sindaco non pone
condizioni, nemmeno di “genere”. «Non dobbiamo tutelare i panda» dice con una
battuta che sta a dire che non sarà il genere il criterio che farà la
differenza. «L’importante è che sia una persona in grado di occuparsi del
bilancio»...
Su tale
dichiarazione lo Snoq di Pordenone, vuole rinviare al mittente l’insinuazione
di incompetenza tutelata che il concetto esprime, ritenendo che chi amministra
i beni pubblici dovrebbe conoscere ed avere a disposizione le risorse umane
migliori. Se questo non accade non può che essere per una carenza di chi oggi
detiene responsabilità pubbliche (partiti, governanti, pubblici
amministratori), i quali o non vanno a cercare veramente dette competenze o,
peggio, forniscono un’immagine dei meccanismi di potere che allontana dalla
partecipazione i cittadini e le cittadine migliori.
Ricordiamo al Sindaco che i dati statistici della Banca d’Italia e
dell’Istat affermano che le donne si laureano meglio e in più breve tempo degli
uomini costituendo più della maggioranza del totale dei laureati, e che, nelle
amministrazioni di importanti città italiane dove operano le donne si ha un incremento
delle competenze complessive dell’amministrazione per maggiore sensibilità sociale, per capacità di saper far quadrare i
conti, di fare scelte sulle vere priorità, di
fare squadra, per proposte di innovazione per una democrazia paritaria
pienamente realizzata.
Tenga conto il Sindaco, poi, che già da tempo le donne
della città sono in attesa del bilancio di genere cui egregiamente potrebbe
lavorare una donna, soprattutto tenendo conto che un assessore, più che essere
un tecnico di bilancio (a meno che il Comune non intenda risparmiare eliminando
dirigenti e segretario), deve avere chiare le politiche cui esso deve
ispirarsi.
La portavoce del comitato SNOQ di Pordenone Sonia
Sfreddo
sabato 9 giugno 2012
14 migliori leggi europee per le donne”
Italia dei Valori presenta a Pordenone e in tutta Italia, le “14 migliori leggi europee per le donne”.
Si
tratta di leggi individuate attraverso una ricerca dell'associazione
francese 'Choisir la Cause des Femmes' e tradotta per la prima volta in
italiano.
Da
questa ricerca è scaturita una petizione, da presentare al Parlamento
Europeo, per dare la migliore legislazione possibile ai 200 milioni di
donne di tutta Europa.
Italia
dei valori si fa promotrice di questa importante iniziativa con il
convegno organizzato dalla Capogruppo Idv in Commissione Lavoro al
Senato, on. Giuliana Carlino, che si svolgera’ a
Pordenone il 14 giugno alle ore 18,oo presso la sala incontri ex Convento di San Francesco Piazza della Motta n. 2
In allegato il programma dell’evento.
LA COORDINATRICE DELLE DONNE IDV
IN COLLABORAZIONE CON IL GRUPPO CONSILIARE Dott.a Paola Schiratti
i
IN COLLABORAZIONE CON IL GRUPPO CONSILIARE Dott.a Paola Schiratti
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