mercoledì 19 giugno 2013

Femminicidio. La convenzione di Istanbul è legge

La Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere è legge dello Stato Italiano. Il Senato  ha dato il via libera con un voto all’unanimità, dopo quello della Camera. Ad oggi la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, scritta a Istanbul l’11 maggio 2011, è stata ratificata da soli 5 Paesi: Albania, Montenegro, Portogallo, Italia e Turchia. Da altri 23 Paesi europei, per ora, è stata solo firmata, e perché entri in vigore serve la ratifica di almeno altri quattro Stati.
La viceministro per gli affari esteri Marta Dassù ha ribadito l’impegno del Governo italiano a esercitare pressioni affinché la Convenzione di Istanbul sia ratificata da parte degli Stati membri dell’Unione europea. Prima della votazione finale, la vicepresidente di
turno Linda Lanzillotta ha invitato l’assemblea ad osservare un minuto di silenzio, in ricordo di tutte le donne vittime di violenza. «Dedichiamo questo voto a tutte le donne vittime di violenza, a tutte le donne, le ragazze e le bambine che nella vita e nella morte hanno subito violenza fisica o psicologica». Grande soddisfazione anche da parte del ministro degli Esteri Emma Bonino. «È motivo di grande soddisfazione che la prima ratifica approvata dalle Camere nella nuova legislatura sia quella della Convenzione di Istanbul. Dobbiamo essere i primi ad attuare a casa nostra le “tre P” di Istanbul: prevenire la violenza, proteggere le vittime, punire i colpevoli».

lunedì 17 giugno 2013

SNOQ per Piazza Taksim




Il nostro sostegno ai manifestanti e alle manifestanti turche
Nelle ultime settimane, in Piazza Taksim a Istanbul sono scese migliaia di persone per difendere gli alberi del parco Gezi. Gli alberi come simbolo dei polmoni delle nostre città. Gli alberi come simbolo di laicità, di uno spazio per tutte e tutti. Il primo ministro Erdogan aveva deciso di trasformare sostituire il parco con un centro  commerciale, una moschea e dei tunnel sotterranei per far defluire il traffico. L’indignazione suscitata dal progetto ha riempito la piazza di manifestanti.
A Taksim persone che non si conoscevano si sono riconosciute. Il potere dei corpi che si incontrano  ha dato vita a un momento di condivisione e di democrazia. Tra questi molte donne e molti giovani, le cui voci spesso non vengono ascoltate. La nuova generazione è invisibile, le donne inascoltate. Il potere considera la loro voce destabilizzante e cerca di ingabbiarle in ruoli subalterni e controllabili. Secondo Erdogan, le donne debbono vestirsi sobriamente e avere almeno tre figli.
Prima di Piazza Taksim, anche la Primavera Araba e il 13 febbraio 2011, quando è nato il movimento Senonoraquando in Italia, hanno dato segnali forti di cambiamento. Hanno mostrato che le donne e le nuove generazioni, insieme, possono unire le loro voci e che, in nome della dignità dei corpi, donne e uomini si possono unire nella protesta. Il potere, ovunque, è spaventato da tanta forza e determinazione, e così in Turchia, la repressione contro i/le manifestanti passa attraverso la violenza codarda della polizia, accusata di stuprare, picchiare, minacciare, molestare le donne arrestate, e responsabile della morte di quattro e del ferimento di migliaia di persone. La violenta repressione poliziesca contro tutti coloro che sono scesi in piazza a difesa della democrazia è inaccettabile. Come ai tempi del G8 di Genova, emerge in tutto il suo orrore il difficile rapporto tra il potere che fa uso della forza e i cittadini che esprimono una diversa visione del mondo.
Senonoraquando chiede che il nostro Governo e l’Europa denuncino in modo chiaro l’azione del Governo turco senza ipocrisie e tentennamenti. Non è accettabile denunciare gli "eccessi" polizieschi e nello stesso tempo dare segnali di vicinanza alle autorità turche per mantenere rapporti convenienti.
Invitiamo inoltre i cittadini e le istituzioni a esprimere solidarietà ai/alle manifestanti, e invitiamo i comitati Snoq a fare da cassa di risonanza a questo messaggio, ricordando che dal 13 febbraio non si torna più indietro. Segnaliamo infine la petizione di Amnesty contro la violenza sui/sulle manifestanti: http://www.amnesty.it/turchia_violenze_polizia_manifestanti.
Comitati aderenti
Snoq Genova
Snoq Alto Adige Südtirol
Snoq Torino
Snoq-Libere
Snoq Modena
Snoq Cagliari
Snoq Cerignola
Snoq Ancona
Snoq Venezia
Snoq Monterotondo
Snoq Donne Mogliano
Snoq Teramo
Snoq Udine
Snoq San Benedetto del Tronto
Snoq Cesano Maderno
Snoq Verona
Snoq Pordenone

sabato 1 giugno 2013

DOCUMENTO DEFINITIVO SNOQ TRIVENETO (Padova, 25.05.2013) PER INCONTRO NAZIONALE DI SENONORAQUANDO? (Roma, 1-2.06.2013)





DOCUMENTO DEFINITIVO
SNOQ TRIVENETO (Padova, 25.05.2013) PER
INCONTRO NAZIONALE DI SENONORAQUANDO? (Roma, 1-2.06.2013)

Comitati Territoriali aderenti
SNOQ? di Cittadella, Mogliano Veneto, Padova, Pordenone, S. Donà di Piave, Udine, Venezia, Verona, Vittorio Veneto.

            Se Non Ora Quando? è un bene comune: è entrato nell’immaginario del Paese. Le donne hanno trovato finalmente uno spazio per esprimere una nuova dimensione del loro esistere come pensiero e azione nel segno dell’autonomia.
            Hanno ripreso a pensarsi soggetti protagonisti della scena pubblica e sotto questa spinta molte sono entrate in politica con una nuova ottica sul loro ruolo, altre hanno potuto incontrarsi nei territori per condividere e attuare le caratteristiche fondanti della carta dell’identità di Snoq?:
a - la libertà, la forza  e l’autonomia delle donne in tutti i campi.
b- il coinvolgimento delle diverse associazioni di donne e delle organizzazioni professionali delle donne.
c - l’adesione a titolo personale delle donne dei partiti e dei sindacati.
d - la pluralità politica ,culturale e di credo.
e - l’esplicita attenzione alle giovani e ai giovani.
 f - l’utilizzo di un linguaggio trasversale plurale nella comunicazione.

            I comitati hanno lavorato  su obiettivi individuati come emergenze , ovvero le libertà e i diritti negati o ignorati, che hanno richiesto e richiedono un’azione decisa sulla scena pubblica  e ben delineati nella Carta di identità di Snoq?  e che sono:
- lavoro, welfare
-  maternità negata
- violenza contro le donne
- presenza paritaria
- immagine delle donne veicolata dai media
- coesione sociale e territoriale e Europa
- legalità

            Le attività e i principi sopra esposti  rientrano tutti in quella grande trasformazione culturale che le donne stanno attuando: un nuovo modo di interpretare il mondo e gli eventi attraverso i saperi e le culture femminili.
            La scuola e le agenzie educative che – in questo momento di disgregazione sociale e di individualismo – sono  l’unico collante di Comunità rimasto, devono diventare quindi il tramite principale per trasmettere ed elaborare questa  nuova Cultura, per far sì che le giovani generazioni se ne approprino fin dai primi anni di vita. 
           
            Riconosciamo il grande merito del Comitato Promotore che ha saputo con vitalità creativa cogliere il momento per realizzare questa grande Casa delle donne che oggi è Snoq?.
            Ma, per conservare l’identità di questa costruzione - basata sulla trasversalità, l’autonomia, l’intergenerazionalità, l’inclusione e l’accettazione delle differenze -  c’è ancora tanto lavoro da fare. 

            Il movimento, infatti, in questi due anni,  è cresciuto  ed è aumentata la complessità della sua azione, in un contesto mobile e pieno di incognite, per cui si sente fortemente l’esigenza di pensare a una forma nuova di leadership, orizzontale e plurale, che corrisponda a un modello organizzativo al tempo stesso forte ed elastico.
            Snoq?, divenuta ormai protagonista sulla scena sociale e politica deve darsi un’organizzazione dinamica e fluida, rappresentativa della  multiformità femminile.
            La gestione dei conflitti, sia verso i poteri esterni, sia al nostro interno ci sembra comunque un passaggio fondamentale. Va risolta autonomamente, ai vari livelli,  e non potrà certo essere superata da una  forma organizzativa, quanto dalla  capacità di dialogo e di sperimentare percorsi politici nuovi, accettando i valori primari del confronto e del limite.

Le nostre proposte

Organizzazione

1/ Coordinamento Nazionale (CN)
            E’ costituito dalle delegate dei Comitati Territoriali, su base regionale e non, e da una rappresentanza del Comitato Promotore.
            Si ritiene infatti superata la funzione iniziale del Comitato Promotore, che diventa uno dei soggetti rappresentati all’interno del Coordinamento Nazionale.
            Dal CN dovrebbe venir designata, a rotazione,  una portavoce nazionale (e una sua vice), a cui va attribuita piena fiducia per le iniziative che verranno prese di volta in volta verso le Istituzioni e gli organismi pubblici e privati. A questo proposito  sembra indispensabile costituire un gruppo di lavoro per la comunicazione esterna.
            Il CN dovrà comunque avvalersi di un Regolamento e individuare le modalità di finanziamento per la sua gestione.

2/ Comitati Territoriali (CT)
            I Comitati territoriali delegheranno autonomamente le rappresentanti al CN.
            Decideranno in piena autonomia se rimanere Comitati o trasformarsi in Associazioni.
            I CT assumeranno in proprio le aree tematiche generali, tenendo presente le necessità dei territori di riferimento. Potranno formulare al CN proposte per le tematiche e/o le attività prioritarie.
            Potranno, ovviamente,  occuparsi di problematiche locali,  emergenti da situazioni specifiche. E’ chiaro che questo livello avrà un carattere di concretezza e di costruzione delle reti con le realtà associative e le Istituzioni del territorio.
            Potranno anche istituire un coordinamento di regioni affini, sul tipo di quello da noi attuato per il Triveneto, per scambiarsi le buone pratiche emerse da progetti che i singoli comitati hanno messo a punto  costruttivamente.

3/ Assemblea generale (AG)
            E’ la fonte di ispirazione e il laboratorio politico del movimento. Vi partecipano  tutte le persone che si riconoscono in Snoq? L’AG formula temi, proposte, linee di orientamento e di azione. Viene convocata dal Coordinamento Nazionale dei Comitati Territoriali almeno una volta all’anno.

4/ Strumenti di Snoq?
            La forza di Snoq? sta nella rete di persone e di informazioni da condividersi.
            Per questo oltre ai supporti informatici già realizzati (sito, blog, ecc), i CT del Triveneto esprimono l’esigenza che Snoq? realizzi  una banca dati per veicolare le tante produzioni di progetti, eventi, documenti di gruppi di lavoro tematici  e nel contempo  un indirizzario dei gruppi di lavoro che si sono già formati nei territori o che si formeranno prossimamente.